OTTORINO VILLATORA

Parola – Colore

Attività letteraria - Attività pittorica

AUTORE OPERE RECENSIONI ESPOSIZIONI CRITICA ICONOGRAFIA

 

Galleria City - Lugano (CH-TI) - 1974

Galleria Al ponte - Ponte Tresa (CH-TI) - 1975

Galleria Arte di Bino Rebellato - Cittadella (I-PD) - 1975

Galleria d'arte Città di Treviso - Treviso (I-TV) - 1976

Galleria Viva di Raiberto Comini - Dallas (US-TX) - 1977

Galleria Caccia Rusca - Morcote (CH-TI) - 1978

Galleria Arti visive - Gorizia (I-GO) - 1978

Galleria Sala P. - Caslano (CH-TI) - 1980

Galleria Giardino - Ponte Tresa (CH-TI) - 1983

Galleria Lecchi - Viconago (I-VA) - 1983

Galleria Migros Ticino - Lugano (CH-TI) - 1985

Galleria Joy - Zurigo (CH-ZH) - 1987

Galleria Studio S. Michele - Lugano/Cassarate (CH-TI) - 1987

Galleria Del Mese-Fischer - Meisterschwanden (CH-AG) - 1987

Galleria Joy - Zurigo (CH-ZH) - 1988

Galleria Studio S. Michele - Lugano/Cassarate (CH-TI) - 1988

Galleria Studio S. Michele - Lugano/Cassarate (CH-TI) - 1989

Galleria Parco Maraini - Lugano (CH-TI) - 1990

Galleria Gold Art Gallery - Ascona (CH-TI) - 1991

Galleria Caffè Pedrocchi - Sala degli Specchi - PADOVA (I-PD) - 1991

Galleria Arte Contemporanea/Villa Ghirlanda Silva - Cinisello Balsamo (I-MI) - 1992

Galleria Alte Seilerei - Mühledorf (CH-SO) - 1992

Galleria Migros Züri Oberland - Wetzikon (CH-ZH) - 1992

Galleria Iris - Lugano (CH-TI) - 1993

Galleria Art Gallery - Dr. Hans Reuteler - Zollikofen (CH-BE) - 1997

Galleria Arte contemporanea/Folini-De Giorgi - Lugano (CH-TI) - 1998

Galleria Sala Multiuso - Ponte Tresa (CH-TI) - 2001

Galleria So-Un/International Art - Zofingen (CH-AG) - 2004

Galleria Cyrano - Lugano (CH-TI) - 2004

Galleria Sala Multiuso - San Martino di Lupari (I-PD) - 2013

Le modalità dell'IO pittorico di O. Villatora
alla Galleria S. Michele di M. Tenzi a Lugano - Cassarate
(19.11.1987 - 12.12.1987)

Conosco Ottorino Villatora, pittore-poeta-scrittore e docente di Lettere a Lugano-Centro, dal 1960, quando cioè cominciò a “visualizzare” le modalità del suo “imperioso” IO. Solo, sotto mia pressione e dopo lunga latenza, accettò di esporre, timidamente, per la prima volta, nel 1975, alla Galleria “Il Ponte” di Ponte Tresa. Da allora, coraggiosamente e caparbiamente, ha fatto già 13 mostre, con questa di S. Michele a Cassarate-Lugano.
Gli interventi critici sulle sue opere, che arrivarono perfino alla Galleria di Raiberto Comini, “Galleria VIVA”, a Dallas Texas (USA), furono molti e puntuali con i nomi prestigiosi di Bino Rebellato, scrittore, poeta ed editore, di Benedetto Pietrogrande, docente dell’Accademia di Brera e grafico-scultore, di Vittoria Magno, giornalista e critico d’arte di Treviso, per citarne alcuni. Le opere letterarie, sottolineate dalle note di Bàrberi-Squaròtti Giorgio, da Roberto Rebora, da Italo Alighiero-Chiusano, testimoniano la prepotente volontà verbale di fronte a quella visuale, in una dualità complementare, che ormai lo caratterizza.
Questo artista, scontroso e ritirato, che non si lascia cogliere, se non lentamente o a frammenti, si presenta oggi alla Galleria Studio S. Michele di Manuela Tenzi, a Cassarate-Lugano, con 36 opere di “piccolo formato” (cm. 25x35/40) che vanno dal 1968 al 1978, una retrospettiva, che l’artista tenne dietro le quinte, gelosamente. La scrittura (chine acquarellate, tempere, tecniche miste e pastelli) privilegia il colore, che travolge il contenuto in armonie calde e solitarie. Questo colore, che si allontana e si stempera in tonalità e sfumature arditissime ed imprevedibili, sembra “affrescato”, come sottolinea la giornalista e critico d’arte, Vittoria Magno: “D’improvviso il ricordo di antichi dipinti a fresco mi offre la battuta per iniziare la conversazione. – Sembrano affreschi – dico. Ed invece sono chine. Eppure c’è nelle stesse, nei preziosismi del colore-non colore, qualche cosa che ti riporta alle antiche pitture che ornavano le pareti di chiese e di case: motivi vivi, eterni e nuovi, naturali, semplici e problematici insieme”. Aggiungo di più. I quadri di Villatora sono “affrescati” d’una realtà psichica personale e primordiale, in una lontananza e vicinanza sempre elaborabile, che nasconde dietro un fuoco ed una pulsione insaziabile di tenerezza. E le modalità, con le quali l’Io manipola questo dispositivo “ardente”, determinano il destino di questa pittura, che attira e magnetizza lo spettatore.
A ciò si pone, a latere ed a complemento, l’invenzione della composizione. Villatora non copia mai dal vero, dalla realtà, anche se da questa parte. L’architettura del quadro è, in quel momento, “inventata” di volta in volta con inesauribile fantasia “logica” ed ambigua, come nel “Dimenticato V.”, n. 21, del 1973, dove la centrale costruzione del vaso “trasfigurato”, ritmato a fianco da una bordatura a quadrati semiazzurri, si effonde liricamente crepuscolare come una persona “dimenticata” e, nello stesso tempo, “adorabile”. In “Centrifugo” del 1970, n. 6, la forza prospettica fugge dal quadro, a sinistra dello spettatore, in un punto indeterminato, lascando, sulla sua scia, le trinate frangie d’un’irreale stanza.
Nel “Duo E+R Moll”, n. 33, del 1972, il Duo figurale ha un cuore solo, in tono “minore”, immerso in un’atmosfera di pietrificato grigiore.
A proposito, Bino Rebellato: “Le sue immagini, apparentemente ripetitive, continuano un discorso sempre da incominciare e da definire e mai definibile, sempre sciolto da ogni aprioristica schematizzazione, sempre affidato al fuggente attimo di un’eventicità fulminea, imprevedibile”.
L’insieme comunque, contenutistico e formale di alta qualità, parte dalle origini, in visualizzazioni, che rimangono momenti indelebili e folgoranti. Concludo con Vittoria Magno: “…La pittura di O. Villatora, di lettura non facile, appare ogni volta nuova e rinnovata, dinamica ed universale, lessicalmente armonica nei viluppi compositivi, come nell’essenzialità delle figure, nelle delicate sfumature tonali, come nei profondi “stacchi”, che concretizzano i diversi momenti espressivi”.

Vinicio Salati
Giornalista e critico d'arte


Chi vuole conoscere più da vicino la personalità letteraria-pittorica di Ottorino Villatora si deve rivolgere al volume-documento di Isa Sulzer (Ed. Aline b/Ottorino Villatora, 2001), pp.208, 57 tavole a colori: quarant'anni di attività letteraria-pittorica, in cui Villatora, attraverso l'elemento espressivo parola-colore (foneticità-visibilità), vuole toccare in totalità se stesso e l'essere umano, significandone profondamente ed esteticamente ogni istante.

 
parola colore

barra
  Servizi Informatici Ezio Rodriguez ottorino@villatora.ch  

 

▲ INIZIO PAGINA ▲