OTTORINO VILLATORA

Parola – Colore

Attività letteraria - Attività pittorica

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Ottorino ci lascia il primo ottobre del 2020. Da tempo recluso in casa per via di un'artrosi all'anca destra egli soffriva di molteplici problemi di salute: una tosse cronica che lo ha reso tacito, un'insufficienza cardiaca sostenuta da un pacemaker, un handicap motorio dovuto a un precedente ictus e la pressione sanguigna alta. Malgrado tutti questi disagi, egli ha sempre dimostrato una mente sorprendentemente lucida e attenta ed era costantemente interessato a tutto quello che succedeva nel mondo.

Uno spostamento per una visita di routine dal medico di famiglia e poi un susseguente malore gli sono stati fatali. Ricoverato alla clinica Moncucco a Sorengo, il suo organismo, oramai debole, non ha più retto all'ennesima infezione batterica, malgrado gli antibiotici somministrati. Alle 16.00 del primo ottobre del 2020 Ottorino ci lascia. Fortunatamente non ha sofferto.

Il martedì, il 6 ottobre, alle ore 10.30, si sono svolti i funerali al cimitero di Lugano. Per volontà di Ottorino i funerali sono avvenuti in un cerchio stretto di parenti e pochi amici. Egli ha voluto essere cremato e la sua urna si trova al cimitero di Lugano. Nelle sue volontà si legge "niente pubblicazione" e di far suonare durante la cerimonia la musica di Mozart "Laudate Domini". Infine ha voluto che si leggessero le sue ultime parole scritte da lui nel maggio del 1996:

"CIAO AMICI, queste sono le mie ultime parole, il mio ultimo saluto, il mio ultimo fiato….
Mi stacco dalla vita come una foglia dall’albero, ma vicino al tronco come la corteccia….ho palpitato ad ogni soffio di vento con il mio ardente e segreto cuore….Che Iddio Vi ami, come io ho amato Voi….Vi saluto, per l’ultima volta, con le note di Mozart e con le lacrime, che ho sempre avuto, dietro agli occhi….".

Durante la cerimonia il figlio, Claudio Felix Villatora, ha letto il seguente testo:

 

Ottorino verlässt uns am ersten Oktober 2020. Seit längerem eingesperrt zu Hause wegen einer Arthrose an der rechten Hüfte war er Opfer von mehreren gesundheitlichen Problemen: ein chronischer Husten, der ihn sprachlos machte, eine Herzschwäche unterstützt durch einen Pacemaker, eine Bewegungseinschränkung bedingt durch einen früheren Hirnschlag und der Bluthochdruck. Trotz diesen Beschwerden hat er überraschenderweise einen klaren Kopf behalten und er war ständig interessiert, an was auf der Welt passierte.

Eine Fahrt für eine Routineuntersuchung zum Familienarzt und die darauffolgende Übelkeit in der Nacht sind ihm zum Verhängnis geworden. Er musste zur Klinik Moncucco in Sorengo transportiert werden, wo er, wegen der n-ten Infektion behandelt worden ist. Sein abgeschwächtes Organismus reagierte leider nicht mehr auf die verabreichten Antibiotika. Ottorino hat uns um 16.00 Uhr des 1. Oktober verlassen. Zum Glück musste er nicht leiden.

Am Dienstag, den 6.ten Oktober 2020, hat die Beerdigung am Friedhof von Lugano in einem engen Kreis von Verwandten und Freunden stattgefunden. Er wollte es so. Er wollte eingeäschert werden und seine Bestattungsurne liegt im Friedhof von Lugano. In seinem letzten Wille liest man; „keine Veröffentlichung“ und den Stück von Mozart "Laudate Domini" spielen lassen. Zudem wollte er, dass man seine letzten Worte liest:

"CIAO FREUNDE, dies sind meine letzten Worte, mein letzter Gruss, mein letzter Atem... Ich löse mich vom Leben wie das Blatt sich vom Baum löst, aber nahe am Stamm, wie die Rinde am Baum. Ich habe mit meinem geheimen und flammenden Herz zu jedem Windhauch gepocht... Gott liebe euch, wie ich euch geliebt habe .... Ich grüsse euch, zum letzten Mal, mit den Noten von Mozart und mit den Tränen, die ich immer gehabt habe, hinter den Augen...".

Der Sohn von Ottorino, Claudio Felix Villatora, hat während der Zeremonie folgenden Text gelesen:

 

Omaggio a Ottorino Villatora (27.10.1928-01.10.2020)

Ottorino Villatora nasce a San Martino di Lupari vicino a Padova il 27 ottobre del 1928. Egli è figlio di Agostino e Libera Villatora e secondogenito di 8 figli (5 sorelle e tre fratelli).

Cresciuto durante la seconda grande guerra egli sceglie, in tempi difficili, la via dello studio. Dopo il liceo egli consegue il dottorato in lettere a Pavia e il dottorato in lingue e letteratura straniera a Milano.

Negli anni 60’ egli si trasferisce in Svizzera, prima a Coira, poi a Zurigo, poi a Chiasso e poi a Lugano. Nello stesso periodo conosce la sua compagna, Rosanna, che lo accompagnerà per il resto della sua vita, dalla quale avrà un figlio, di nome Claudio. In Ticino, egli è docente delle scuole medie superiori ed insegna materie umanistiche come il latino, l’italiano e la storia.

Accanto alla sua attività di docente egli coltiva la passione per la pittura e la letteratura. In queste due aree di espressione artistica egli è straordinariamente produttivo. Egli dipingerà innumerevoli quadri con diverse tecniche (china, carboncino, acquarello) e farà, tra il 1974 e il 2013, ben 30 mostre personali. In campo letterario egli pubblicherà, tra il 1974 e il 2019, ben 43 opere di poesie, di prosa, di interventi critici, di monografie analitiche e di saggi bio-critici. Come critico d’arte egli scrive ben 135 interventi critici tra il 1980 e il 2014. Egli diventa membro della Società Svizzera Autrici e Autori, dell’Associazione degli Scrittori della Svizzera Italiana e dell’Associazione Internazionale dei Critici d’Arte.

Negli anni ottanta e novanta egli ha conseguito ulteriori lauree accademiche, un dottorato in teologia morale a Lugano e una laurea in belle arti all’accademia di Brera.

I suoi interessi spaziavano in diversi campi e non toccavano solo l’espressione artistica. Egli ha frequentato per tre anni l’università di medicina a Varese conseguito il diploma svizzero di Sommelier.

La sua sete di sapere era insaziabile.

Purtroppo la sua salute era la sua limitazione. Nella sua vita ha affrontato diverse malattie ed incidenti che lo hanno frenato nella sua prolifera attività artistica.

Come uomo di intelletto egli trascurava l’attività fisica. Non era dedito a fare sport o passeggiate.

Come persona abbiamo vissuto Ottorino un uomo dall’animo gentile, aperto, sempre pronto ad aiutare gli altri, disinteressatamente. Le sue osservazioni erano sempre acute e le sue valutazioni centrate e testimoni di grande esperienza di vita.

Ottorino amava la vita e non si lasciava sfuggire le occasioni per coglierla nella sua piena bellezza. L’altro Ottorino, che forse solo i più intimi conoscevano, mostrava un uomo timido, sensibile, schivo, solitario, immerso nel suo mondo fantastico, dove l’arte, la descrizione sentimenti umani – le gioie, ma anche le sofferenze, i tormenti, le ansie, le paure -  e l’espressione della bellezza la facevano da padrona. È un Ottorino segreto, ermetico, che si svela solo nella sua espressione pittorica e letteraria (poesia o prosa), accessibile unicamente a coloro che sono in grado di decifrare il significato dei suoi messaggi.

Oggi, noi riuniti, siamo qui per ringraziare un grande uomo, di grande spessore culturale e intellettuale che però ha saputo rimanere sempre umile e discreto con i suoi interlocutori. Alla fine del suo percorso terreno centrato sull’espressione artistica e sulla ricerca della verità, egli si riappacifica con Dio (“laudate dominum” ci dice) e diventa con lui tutt’uno. Questo è il messaggio più importante che egli ci regala. Per questo, ne siamo infinitamente grati.

Salutiamo Ottorino nel suo ultimo viaggio, sicuri di essere stati fortunati e onorati ad aver conosciuto un uomo cosi straordinario.

Claudio Felix Villatora, Lugano, 05.10.2020

 

Dal Corriere del Ticino, martedì 9 febbraio 2021



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